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Nemi
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mwigNemi (mwiwIPA: /ˈnɛmi/ mwjqNèmicite-ref-5[5]) è un mwkgcomune italiano di mwkw1 842 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwmacittà metropolitana di Roma Capitale nel mwmqLazio.

Posizionato quasi al centro dei mwmwColli Albani, a 521 mwnam mwnqs.l.m.,cite-ref-6[6] Nemi è il secondo comune più piccolo dell'area dei mwogCastelli Romani dopo Colonna, noto per la coltivazione delle mwowfragole e per la relativa sagracite-ref-nota04-7-0[7], che si svolge ogni anno la prima mwqadomenica di giugno. Il centro storico è situato in posizione panoramica sul mwqqlago di Nemi, celebre per essere stato il luogo del ritrovamento nel mwqg1927-mwqw1932 di due navi celebrative romane dell'età dell'imperatore mwraCaligola, conservate nel mwrqMuseo delle Navi Romane fino alla loro distruzione nel mwrg1944.cite-ref-nota03-8-0[8]

Nemi è stata fregiata della "mwtabandiera arancione" dal mwtqTouring Club Italiano per l'ottima qualità dell'accoglienza e del soggiorno del turista.cite-ref-nota02-9-0[9] Il comune è interamente incluso nel perimetro del mwugparco regionale dei Castelli Romani.cite-ref-nota01-10-0[10]

Contents

Clima
Storia
Simboli
Arte
Cinema
Cucina
Servizi
Turismo
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale di Nemi, con un'estensione di mwyq7,31 km², è il secondo comune più piccolo dei mwygCastelli Romani, seguito solo da mwywColonna (mwza3,50 km²), e uno dei più piccoli della mwzqprovincia di Roma. I confini comunali abbracciano l'intero cratere del mwzglago di Nemi, le cui acque sono invece di competenza provinciale.cite-ref-nota12-11-0[11] I confini meridionali con il comune di mwawVelletri sono stati rivisti nel mwba1505cite-ref-nota06-12-0[12] e nel mwcq1546cite-ref-nota06-12-1[12] dal mwdglegato pontificio di mwdwCampagna e Marittima in seguito a una controversia sorta dopo l'effimera concessione del possesso del feudo di Nemi ai velletrani decretata nel mwea1482 da mweqpapa Sisto IV per meriti di guerra degli stessi, distintisi tra le file pontificie nella mwegbattaglia di Campomorto.cite-ref-nota06-12-2[12]

Il territorio nemorense come quello dell'intera area dei mwgaColli Albani, è stata soggetto tra i mwgq600 000 e i mwgg20 000 anni fa circacite-ref-13[13] all'attività mwhweruttiva del mwiaVulcano Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte di materiale vulcanico, e abbondano minerali caratteristici come il mwiqpeperino e il mwigtufo.
Secondo la "Carta Geologica d'Italia" realizzata dal Servizio Geologico d'Italia,cite-ref-notageologia-14-0[14] la parte meridionale del territorio e le coste del lago di Nemi sono composti da suoli classificati come mwkaVmwkq2, ovvero materiale proveniente da "manifestazioni eruttive finali. Brecce piroclastiche d'esplosione con lapilli, proiettili leucocratici, ultrafemici, pirosseniti biotitiche, più xenoliti di lave leucitiche e del substrato, facies cineritiche superiormente straterellate, in strati e banchi consolidati (peperino) rapidamente assottigliatosi allontanandosi dai centri d'emissione (Lago di Nemi)".cite-ref-notageologia-14-1[14]
La parte settentrionale del territorio invece viene classificata come suolo mwlwpn ("Nemi: complessi superiori ed inferiori con inclusi lavici di notevoli dimensioni").cite-ref-notageologia-14-2[14] In questo quadro si trovano piccole aree sparse lungo le coste del lago classificate come zona mwnaβmwnq4 ("lava in ammassi")cite-ref-notageologia-14-3[14] immersi in mwogse ("scorie e lapilli giallastri sciolti, talora agglomerati, scoriette e lapilli stratificati"):cite-ref-notageologia-14-4[14] su uno di questi ammassi lavici è sorto il centro storico.
Le coste del lago sono formate da "detriti di falda, conoidi" (zona mwqadt)cite-ref-notageologia-14-5[14] nella parte più lontana dalle acque e da un suolo classificato come mwrqa ("alluvioni di golena")cite-ref-notageologia-14-6[14] nella parte più prossima alle acque, i cosiddetti Orti di San Nicola.

• mwtaClassificazione sismica: zona 2 (sismicità media).cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]cite-ref-17[17]

Idrografia

Come sopra accennato, la superficie del lago di Nemi (mwww1,7 km²) non è inclusa nel territorio comunale, ma è di proprietà della mwxaprovincia di Roma:cite-ref-nota12-11-1[11] le coste del lago invece sono parte integrante del comune di Nemi. Dal versante occidentale del lago, ai piedi del centro storico di mwyqGenzano di Roma, parte un mwygemissario artificialecite-ref-nota13-18-0[18] della lunghezza di 1653 metri,cite-ref-nota14-19-0[19] scavato probabilmente in mw0wetà repubblicana (attorno al mw1aIV secolo a.C.)cite-ref-nota14-19-1[19] per prosciugare l'area settentrionale del lago in cui doveva essere costruito il tempio di Diana.cite-ref-nota14-19-2[19] Il cunicolo, dell'altezza all'imbocco verso il lago di 5.50 metri,cite-ref-nota14-19-3[19] sbuca a mw4qVallericcia, in comune di mw4gAriccia, e azionava in passato una mola oltre ad alimentare alcuni canali di drenaggio delle acque impaludate in quella zona.cite-ref-nota13-18-1[18]

Tra le sorgenti d'acqua che nascono nel comune di Nemi vanno menzionate la fonte situata al chilometro 2 della strada provinciale 76/d via Nemorense tra Genzano e Nemi,cite-ref-nota12bis-20-0[20] due fonti che sfruttano acque sorgive nate sul colle dei Corsi (580 mw7am mw7qs.l.m.), presso la mw7gstrada statale 217 Via dei Laghi in località Mezzaposta,cite-ref-nota12bis-20-1[20] la fontana di Cajano presso monte Alto (621 mw8wm mw9as.l.m.)cite-ref-nota12bis-20-2[20] e fontan Tempesta, che sfrutta acque provenienti dalla Mezzaraga in comune di Rocca di Papa (660 mw-gm mw-ws.l.m.), e alimenta l'acquedotto comunale di Genzano.cite-ref-nota12bis-20-3[20] Presso Nemi è anche la leggendaria fonte della mwaqaninfa mwaqeEgeria, compagna di mwaqiNuma Pompilio che, inconsolabile per la sua morte, si ritirò presso il "mwaqmnemus Dianae" (il bosco sacro a Diana) e lì fu trasformata per pietà in una fonte d'acqua da mwaquDiana, individuata sotto al centro storico di Nemi lungo il lago.cite-ref-nota15-21-0[21]

Orografia

Il punto più alto del territorio comunale è la sommità del monte Calidrone (612 mwaqwm mwaq0s.l.m.),cite-ref-nota12bis-20-4[20] da cui è possibile avere una buona vista sull'Agro Pontino, che in alcuni giorni si estende anche fino al Circeo.

Il centro storico si situa a una quota più bassa immediatamente ai piedi del monte, 535 mwarmm mwarqs.l.m. al mwarusantuario del Santissimo Crocifissocite-ref-nota12bis-20-5[20] e 521 mwarom mwarss.l.m. alla residenza comunale:cite-ref-nota12bis-20-6[20] la località villa Ruspoli si trova più in alto, alle pendici di monte Alto (672 mwasam mwases.l.m.), a 621 mwasim mwasms.l.m..cite-ref-nota12bis-20-7[20]

L'area occupata dai resti archeologici del tempio di Diana sulle sponde del lago di Nemi è situata a 363 mwaskm mwasos.l.m.,cite-ref-nota12bis-20-8[20] mentre altrove l'altezza della costa lacustre tocca i 329 mwas8m mwatas.l.m. (presso l'imbocco dell'mwateemissario al di sotto del centro storico di mwatiGenzano di Roma)cite-ref-nota12bis-20-9[20] e i 325 mwatcm mwatgs.l.m. (località Orti di San Nicola, sotto al centro storico di Nemi). Le acque del lago si attestano sui 316 mwatkm mwatos.l.m. in prossimità della costa per toccare una profondità massima di 30 metri (il punto alla quota più bassa del fondale lacustre è a 286 mwatsm mwatws.l.m.):cite-ref-nota12bis-20-10[20] una posizione senz'altro più elevata del fondale del vicino mwauelago Albano (123 mwauim mwaums.l.m.),cite-ref-nota12bis-20-11[20] che contribuisce a dimostrare che i due laghi vulcanici non sono collegati naturalmente.cite-ref-nota13-18-2[18]

Clima

Nell'area dei Castelli romani le temperature minime medie oscillano tra i 9mwau4 °C ed i 12mwau8 °C, mentre le massime vanno tra i 15mwava °C e i 22mwave °C:cite-ref-notaclimacastelli1-22-0[22] Le escursioni termiche più sensibili si registrano in autunno e in primavera, mentre per quanto riguarda la piovosità, i Castelli Romani si collocano nell'area meso-mediterranea, con un picco nel mese di novembre e un netto calo tra luglio e agosto, per un totale medio di 942 millimetri.cite-ref-notaclimacastelli1-22-1[22] Tuttavia la piovosità più alta si registra nell'area prossima al mwavolitorale laziale in direzione S-SO e procede man mano calando verso l'interno, a causa dell'ostacolo rappresentato dai Colli Albani, in osservanza di un fenomeno chiamato mwavsmwavwstau.cite-ref-notaclimacastelli1-22-2[22]

L'estate è calda e asciutta, l'inverno mite e piovoso senza, in genere, che vengano raggiunte temperature eccessivamente basse. I rilievi dei Colli Albani sbarrano il passaggio delle correnti umide e delle nubi foriere di pioggia, provenienti da sud-ovest. A Nemi può capitare che nevichi o ghiacci. In mwawiestate le temperature possono raggiungere i 35mwawm °C, con punte di 37mwawq °C in casi rari. La temperatura estiva a Nemi non ha mai raggiunto i 40 °C: infatti mediamente si aggira sui 28-29mwawc °C.

• mwawoClassificazione climatica: zona E,cite-ref-nota60-23-0[23] 2161 GR/G (14 ore di accensione giornaliera dal 15 ottobre al 15 aprile).cite-ref-nota60-23-1[23]

Origini del nome

Il mwaxutoponimo di Nemi è legato al mwaxysostantivo della mwaxclingua latina "mwaxgnemus" ("mwaxkbosco"): con questa semplice denominazione, spesso accompagnata da mwaxoaggettivi o mwaxscomplementi di specificazione ("mwaxwnemus Dianae",cite-ref-nota20-24-0[24] "mwayenemus Aricinum",cite-ref-nota20-24-1[24] "mwayynemus Artemisium", "mwaycCynthiae fanum"), era conosciuto il tempio di Diana che sorgeva sulle sponde del lago di Nemi. Alla divinità dei boschi e della caccia era consacrato l'intero bosco circostante, e tale culto rimase vivo fino alla messa al bando del mwaygpaganesimo attuata dai mwaykdecreti teodosiani del mwayo391. Nel mwaysMedioevo la zona continuò a essere chiamata semplicemente "mwaywNemus"cite-ref-autogenerato3-25-0[25] ("mwazemassa Nemus",cite-ref-nota20-24-2[24] "mwazycastrum Nemoris")cite-ref-nota20-24-3[24] e con questo nome il paese è entrato nella mwazslingua italiana. Emanuele Lucidi attesa anche varianti arcaiche del toponimo, già desuete alla fine del mwazwSettecento, in "Nemore", "Neme" e "Nemo".cite-ref-26[26]

Storia

Età antica

L'età pre-romana

Il territorio nemese apparteneva in età antica alla città latina di mwaacmwaagAricia, per cui la tradizione antica ha fatto risalire la fondazione al figlio del mitico fondatore di mwaakAtene mwaaoTeseo, Ippolito detto Virbio,cite-ref-27[27] o al comandante siculo Archiloco.cite-ref-28[28] Nel territorio di questa città si trovava il santuario di Diana Aricina o Nemorense, consacrato alla mwabmdea Diana, divinità tutelare principalmente dei boschi e della fertilità: l'ubicazione di questo importante santuario è stata comunemente identificata fin dal Seicento presso le sponde settentrionali del mwabqlago di Nemi.cite-ref-notdaiana-29-0[29] Il tempio nemorense divenne il centro religioso della mwabkLega Latina dopo la distruzione di mwabomwabsAlba Longa alla metà del mwabwVII secolo a.C.,cite-ref-notdaiana-29-1[29] e fu frequentato fino all'inizio del mwaceV secolo,cite-ref-notdaiana-29-2[29] con un periodo di grande ampliamento tra il mwacyII secolo a.C. ed il mwaccI secolo.cite-ref-notdaiana-29-3[29]

La dominazione romana

In età romana il tempio di Diana continuò a essere ampiamente frequentato anche come sanatorio miracoloso, anche se non nacquero insediamenti abitati di particolare rilievo nell'attuale territorio nemorense. La memoria di età romana più notevole per Nemi consiste nelle due famose navi celebrative, lunghe rispettivamente 64 e 71 metri:cite-ref-30[30] si è congetturato il loro uso festaiolo e orgiastico,cite-ref-nota46-47-31-0[31] ma attualmente l'ipotesi più probabile è che si trattasse di navi sacre a Diana o ad Iside.cite-ref-32[32] Anche sul committente si sono elaborate molte ipotesi, restringendo il cerchio agli imperatori mwadoTiberio o mwadsCaligola.cite-ref-nota46-47-31-1[31] Tentativi di recuperare le due navi furono eseguiti a più riprese a partire dal Quattrocento, e a un certo punto si arrivò a ipotizzare l'esistenza di ben tre navi: solo tra il mwaea1929 e il mwaee1932 venne messa in piedi un'imponente spedizione archeologica che, grazie allo svuotamento delle acque del lago per ben 22 metri di profondità,cite-ref-33[33] riuscì a tirare a riva le due navi custodendole nell'apposito mwaeymuseo delle Navi Romane. Tuttavia durante la mwaecseconda guerra mondiale, nella notte tra il 31 maggio ed il 1º giugno mwaeg1944 il museo e le due navi andarono a fuoco, pare per un incendio appiccato da bombe degli alleati cadute sul tettocite-ref-34[34]cite-ref-35[35] oggi nel museo sono custoditi dei modellini in scala.cite-ref-notarogo-36-0[36]

Medioevo

L'alto Medioevo

Nel mwafgmwafkLiber Pontificalis risulta una "mwafomassa Nemus" donata dall'mwafsimperatore mwafwCostantino I (mwaf0306-mwaf4337) alla mwaf8Cattedrale di San Pancrazio in mwagaAlbano Laziale sotto il pontificato di mwagepapa Silvestro I (mwagi314-mwagm335).cite-ref-37[37] All'epoca dunque Nemi non risultava abitata o comunque non aveva unità di paese, poiché per "mwaggmassa" nel mwagkMedioevo si intendeva un "podere o insieme (più o meno unitariamente organizzato) di poderi appartenenti a un signore feudale, ad un monastero, ad una chiesa o ad altra istituzione ecclesiastica o comunque a un magnate"cite-ref-38[38] o, al limite, "una tenuta con al più qualche casupola di contadini".cite-ref-39[39]

Il paese cominciò a esistere solo quando fu edificato il castello, attorno al mwahmIX secolo.cite-ref-nota40-40-0[40] La potente famiglia dei mwahgConti di Tuscolo molto probabilmente si impadronì della comunità agricola residente nella valle del lago, come già controllava gran parte dell'mwahkAgro Romano e dei mwahoColli Albani:cite-ref-nota15-21-1[21]cite-ref-autogenerato2-41-0[41]cite-ref-nota41-42-0[42] i nuovi padroni fortificarono la zona più elevata, posizione forte e selvaggiacite-ref-nota41-42-1[42] che dominava tutto il lago ed era inattaccabile da tre lati, dando origine a quello che nei testi dell'epoca viene definito più volte "mwaiscastrum Nemoris",cite-ref-nota20-24-4[24] cioè letteralmente "la cittadella del bosco". La popolazione di contadini e pescatori che viveva sparsa nella valle del lago trovò più sicuro avvicinarsi al fortilizio tuscolano, e costruì la parte più antica di Nemi, quella che oggi è detta "mwajaPullarella".

Il basso Medioevo

Con la decadenza dei mwajcConti di Tuscolo, nella signoria di Nemi e altri castelli dei mwajgColli Albani subentrarono nel mwajk1090 i mwajoFrangipane:cite-ref-nota15-21-2[21]cite-ref-nota40-40-1[40]cite-ref-nota41-42-2[42] tuttavia già nel mwakc1153 mwakgpapa Anastasio IV concesse il castello ai mwakkmonaci cistercensi dell'mwakoabbazia delle Tre Fontane sulla mwaksvia Laurentina.cite-ref-nota40-40-2[40]cite-ref-nota41-42-3[42] mwalqPapa Lucio III nel mwalu1183 confermò ai cistercensi il possesso del castello di Nemi con le sue dipendenze e il lago;cite-ref-nota15-21-3[21]cite-ref-nota40-40-3[40]cite-ref-nota41-42-4[42]cite-ref-43[43] probabilmente il bisogno di confermare la donazione fu determinato da una controversia giudiziaria sorta tra l'abbazia delle Tre Fontane e i tre fratelli Pietro, Nicola e Angelo Gandolfi, che avanzavano pretese su una torre edificata dalla loro famiglia in territorio nemese presso l'attuale mwamyGenzano di Roma: la controversia si risolse nel mwamc1218 con la rinuncia da parte dei Gandolfi a ogni pretesa sulla torre.cite-ref-44[44]

I monaci cistercensi, in considerazione della pessima posizione geografica e climatica in cui si trovava l'mwam0abbazia delle Tre Fontane, situata al centro di una vallata mwam4malarica, ottennero fin dal mwam81225cite-ref-nota40-40-4[40]cite-ref-45[45] la possibilità di trasferirsi in mwangestate nel loro più salubre feudo di Nemi e presso il mwankconvento di Santa Maria ad Nives di Palazzolo sul mwansLago Albano,cite-ref-46[46] loro dipendenza dal mwaoa1237.cite-ref-47[47]

Durante lo mwaoyScisma d'Occidente (mwaoc1378-mwaog1417) l'mwaokantipapa Clemente VII, in cerca di appoggi militari per scalzare il suo rivale mwaoopapa Urbano VI, concesse a Giordano Orsini, mwaosfeudatario di Marino, la signoria di Nemi e altri castelli e casali dell'mwaowAgro Romano:cite-ref-nota15-21-4[21]cite-ref-nota40-40-5[40]cite-ref-nota41-42-5[42]cite-ref-48[48] sennonché dopo la mwap0battaglia di Marino (30 aprile mwap41379), in cui la vittoria arrise all'esercito pontificio, e la fuga dell'antipapa ad mwap8Avignone, non è chiaro se in pratica Giordano Orsini abbia potuto prendere possesso di Nemi e degli altri possedimenti.

All'inizio del mwaqeQuattrocento, in considerazione dei servizi resigli come mwaqicapitano di ventura nella crociata contro i Caetani e i Colonna indetta nel mwaqm1399, mwaqqpapa Bonifacio IX concesse Nemi e altri feudi a Tebaldo Annibaldi:cite-ref-nota45-49-0[49] feudi che gli furono tolti dopo la morte del mwaqkpapa, nel mwaqo1405,cite-ref-nota45-49-1[49] ma che i suoi eredi riuscirono a riacquistare in forza di una mwaq8bolla pontificia dell'mwaraantipapa Giovanni XXIII del mware1411.cite-ref-nota45-49-2[49] Nel mwary1412 Riccardo Annibaldi restituì diligentemente il feudo ai monaci cistercensi,cite-ref-nota45-49-3[49] salvo rioccuparlo attorno al mwars1420, per riperderlo di lì a poco.cite-ref-nota40-40-6[40] Nel mwasa1423 infatti i cistercensi pensarono bene di assicurare la tranquillità del loro feudo mwaseaffittandolo per tre anni al nipote di mwasipapa Martino V, Giordano Colonna.cite-ref-nota15-21-5[21]cite-ref-nota40-40-7[40]cite-ref-nota41-42-6[42]cite-ref-50[50] Il feudo venne definitivamente acquistato dai mwatmColonna nel mwatq1428, per la somma di 15.000 mwatufiorini.cite-ref-nota40-40-8[40] Nel mwato1479 i Colonna mwatsvendettero a scopo di garanzia i feudi di Nemi e mwatwGenzano di Roma al mwat0cardinale mwat4Guillaume d'Estouteville,cite-ref-nota15-21-6[21]cite-ref-nota40-40-9[40]cite-ref-nota41-42-7[42] il quale li trasmise nel mwaus1483 ai propri mwauwfigli naturali Agostino e Girolamo, avuti con Girolama Tosti.cite-ref-nota15-21-7[21]cite-ref-nota40-40-10[40] Con il famigerato mwavuBreve apostolico "mwavcCoelestis altitudine potentia" mwavgpapa Alessandro VI nel mwavk1501 concesse ai propri nipoti Giovanni e Rodrigo Borgia, rispettivamente di tre e due anni di età, una quarantina di feudi laziali a testa, tra cui Nemi.cite-ref-nota15-21-8[21]cite-ref-nota41-42-8[42]cite-ref-51[51] Amministratore dei feudi a causa della minore età dei soggetti interessati fu nominato il mwawycardinale mwawcarcivescovo di Cosenza Francesco Borgia.cite-ref-52[52]

Età moderna

Con la morte di Alessandro VI nel mwaw41503 e la caduta dei mwaw8Borgia, il feudo di Nemi tornò ai Colonna. Sotto il dominio di mwaxaMarcantonio I Colonna la Comunità nemese fece apografare il suo antico "Statuto" risalente all'epoca dei Cistercensi. La nuova redazione, opera del notaio Bernardino Paganelli, fu presentata il 31 agosto mwaxe1514. (Bibl. C. Mannoni "Comenzano li capituli delli statuti del castello de Nemo" 2008). Alla metà del mwaxiCinquecento iniziò un vortice turbinoso di passaggi di proprietà per il feudo: nel mwaxm1550 mwaxqAscanio I Colonna vendette con mwaxudiritto di retrovendita il feudo per 4000 mwaxyscudi a Giuliano Cesarini,cite-ref-nota15-21-9[21]cite-ref-autogenerato6-53-0[53]cite-ref-autogenerato4-54-0[54] il quale nel mwaym1559 rivendé il feudo a mwayqMarcantonio II Colonnacite-ref-nota15-21-10[21]cite-ref-nota41-42-9[42] che già nel mway01560 lo rivendé con lo stesso patto di retrovendita a Silverio de Silveriis Piccolomini per 7300 scudi.cite-ref-nota15-21-11[21]cite-ref-nota41-42-10[42] Dopo che nel mwazy1566 subentrò nella proprietà mwazcFrancesco Cenci,cite-ref-nota15-21-12[21] nel dicembre mwazw1571 Marcantonio Colonna, fresco mwaz0ammiraglio vincitore nella celebre mwaz4battaglia di Lepanto, rinunciò al diritto di retrovendita su Nemi,cite-ref-nota41-42-11[42] perciò nel mwa0m1572 il feudo venne venduto infine a Muzio Frangipane.cite-ref-nota15-21-13[21]cite-ref-nota41-42-12[42]

A Muzio Frangipane successe il figlio Mario Frangipane, a cui si deve la realizzazione delle opere pubbliche e dei monumenti più importanti del paese, oppure per dirla con mwa00Gaetano Moroni "tutto quello che ha di moderno degno di considerazione".cite-ref-nota15-21-14[21] Fece abbellire il castello, edificato a suo tempo dai cistercensi e fortificato dai Colonna, nel mwa1i1637 fece edificare il complesso per i mwa1mminori osservanti con la nuova chiesa dedicata nel 1645 alla Vergine di Versacarro, per compensare il trasferimento dei mwa1qcappuccini a Genzano,cite-ref-nota35-55-0[55]cite-ref-nota36-56-0[56] nel mwa101639 la mwa14chiesa di Santa Maria del Pozzo,cite-ref-nota41-42-13[42] completata nel mwa2m1650.cite-ref-nota41-42-14[42]

Alla sua morte nominò erede confidenziale il mwa2kcardinale mwa2oAntonio Barberini,cite-ref-nota41-42-15[42] che in seguito rispettò le volontà del defunto donando il feudo ai mwa28Frangipane di mwa3aCroazia:cite-ref-nota41-42-16[42] il mwa3umarchesato di Nemi pervenne così a Nicola Frangipane, mwa3yduca di mwa3cTersatto. Ai croati subentrarono i Frangipane mwa3gfriulani, e infine l'ultimo esponente di questa famiglia, Antigono Frangipane, nel mwa3k1781 vendette Nemi a Luigi Braschi Onesti, nipote di mwa3opapa Pio VI.cite-ref-nota41-42-17[42]cite-ref-nota36-56-1[56] Pio VI non tardò a elevare il feudo del nipote del titolo di mwa4mducato, riconosciuto nel dicembre mwa4q1786.cite-ref-nota41-42-18[42]cite-ref-nota36-56-2[56] Al titolo di mwa40Duca di Nemi re mwa44Carlo III di Spagna unì la dignità di mwa48Grande di Spagna. I Braschi a Nemi si occuparono dell'abbellimento del palazzo ducale e al miglioramento dell'uso delle terre ducali, ordinando la piantagione di una quantità di mwa5aulivi in luogo di infruttuoso bosco.cite-ref-nota41-42-19[42]

Età contemporanea

Dopo la parentesi della mwa5sRepubblica Romana (1798-1799) e dell'occupazione mwa5wnapoleonica (mwa501807-mwa541814), il feudo tornò ai Braschi: Pio Braschi nel mwa581835 decise di vendere Nemi a Giulio Cesare Rospigliosicite-ref-nota41-42-20[42]cite-ref-nota36-56-3[56] con mwa6gdiritto di retrovendita, per tornarne in possesso alcuni anni dopo.cite-ref-nota36-56-4[56]

Nemi è stato a lungo uno dei paesi più appartati dei mwa64Castelli Romani: l'abbandono della via postale tra mwa68Roma e mwa7aNapoli, che ricalcava grossomodo il tracciato dell'attuale mwa7eStrada statale 217 Via dei Laghi, seguito alla riapertura della mwa7ivia Appia Nuova attorno al mwa7m1780 fece sentire le sue ripercussioni anche sul paese.cite-ref-57[57] Tuttavia, la posizione pittoresca del centro abitato con il suo lago e i suoi boschicite-ref-nota42-58-0[58] attirò numerosi visitatori stranieri del "mwa7wmwa70Grand Tour", come Barthold Georg Nieburg, mwa78Charles Gounod, mwa8aCharles Didier, mwa8eMassimo d'Azeglio, mwa8iJames Frazer.cite-ref-59[59]

Il mwa8gfascismo fece capolino ai mwa8kCastelli Romani il 27 aprile mwa8o1921, quando alcuni squadristi fecero un giro di propaganda a mwa8sFrascati, mwa8wMarino e mwa80Albano Laziale.cite-ref-60[60] A Nemi i fascisti non ebbero vita facile, avversati dal mwa9iPartito Popolare Italiano: nel luglio mwa9m1923 bande squadriste fecero un'incursione contro i popolari nemesi gridando "fuori i popolari, morte al papa",cite-ref-61[61] e nel marzo mwa9g1924 si arrivò addirittura all'arresto del parroco e di alcuni esponenti cattolici da parte degli squadristi, immediatamente smentito dopo le proteste de mwa9kL'Osservatore Romano.cite-ref-62[62] Tuttavia il fascio locale non decollò fino all'inizio del mwa941925, a causa delle divisioni interne persistenti tra i fascisti nemesi,cite-ref-63[63] che del resto provenivano da diversi partiti: nel 1924 dei 21 iscritti al fascio a Nemi 12 erano ex-socialisti, 4 ex-comunisti, 3 ex-popolari, uno ex-repubblicano e un ex-anarchico.cite-ref-64[64]

Nel mwa-w1924-mwa-01928 furono portati avanti degli scavi archeologici sulle sponde del lago per individuare il sito del tempio di Diana; nel corso degli scavi, vennero scoperti anche altri edifici circostanti in località Giardino.cite-ref-nota14-19-4[19] Tra il mwa-i1927 ed il mwa-m1932 furono portate a termine le operazioni di recupero delle due celebri navi romane affondate nel mwa-qLago di Nemi, ospitate nel mwa-umuseo delle Navi Romane appositamente costruito.cite-ref-nota03-8-1[8]cite-ref-nota14-19-5[19] La seconda guerra mondiale non colpì Nemi se non di striscio, ferendo il paese con l'incendio al museo delle Navi Romane avvenuto nella notte tra 31 maggio e 1º giugno mwa-41944, che distrusse completamente i resti delle due navi: la responsabilità fu ufficialmente eroneamente data all'esercito tedesco in ritirata.cite-ref-nota14-19-6[19]. invece furono bombe degli alleati [31]

Simboli

Lo stemma comunale di Nemi è stato riconosciuto ufficialmente con DPCM del 26 ottobre mwbau1962.cite-ref-nota30-65-0[65]cite-ref-acs-66-0[66] Lo stemma attuale proviene dal manoscritto dello statuto del 1514, nel quale è disegnato sulla mwba4tabula dei capitoli. Si tratta di uno scudo medio, incastonato in una bordura fiammeggiante, caricato di due crocette e recante la legenda mwba8Diane Nemus. Nello scudo vi sono tre monti all'italiana in fascia, nascenti da uno specchio d'acqua, ciascuno sormontato da un albero di verde al naturale.cite-ref-67[67] L'iscrizione, in un latino corrotto (manca il dittongo mwbbqae nella parola mwbbuDiane) fa riferimento al nome con cui in età antica era conosciuto il territorio: "bosco di Diana". Rivisitato nel 1962, ha subito ultimamente una controversa rettifica della scritta (il sigillo è di epoca comunale – probabilmente del 1300 – e non di epoca classica).

Il gonfalone comunale, approvato con DPR del 20 novembre 1962cite-ref-nota30-65-1[65]cite-ref-acs-66-1[66], è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La chiesa di San Nicola

Edificata dopo l'mwbcceditto di Milano (mwbcg313 d.C.) con cui si liberalizzò il culto cristiano. È completamente diruta. I ruderi sono ancora visibili nei pressi dell'acquedotto delle Mole, sulla riva est del mwbcklago di Nemi. Accanto si possono osservare i resti di un complesso edilizio con absidi, cunicoli e muri, che probabilmente era un impianto termale: infatti sopra di esso c'è la leggendaria fonte della ninfa mwbcoEgeria, la mitica consigliera di mwbcsNuma Pompilio, che a furia di piangere per la morte del re fu tramutata in sorgente dalla dea mwbcwDiana. Questa struttura è databile fra il mwbc0I secolo a.C. e il mwbc4IV secolo, cioè nel periodo di massimo splendore del tempio di Diana.

La chiesa di Santa Maria

Anch'essa diruta, fu edificata sulla riva opposta del lago in epoca imprecisata. ospitò fino alla sua demolizione l'icona di Vesacarro. Fu distrutta nel mwbdm1637 quando i mwbdqfrati minori cappuccini lasciarono il sito, dato loro come abitazione da mwbduAscanio I Colonna nel mwbdy1534, per passare nel nuovo convento appositamente costruito per loro in mwbdcGenzano di Roma presso la mwbdgchiesa di San Francesco d'Assisi. Di questa chiesa non resta nulla ed è difficile anche accertare con esattezza il luogo ove era edificata.cite-ref-68[68]

La parrocchiale di Santa Maria del Pozzo

La mwbd8parrocchiale di Santa Maria del Pozzo fu costruita in sostituzione della cappella di palazzo eretta dai cistercensi che sorgeva su un'area oggi occupata dal castello Ruspoli e che venne demolita per far posto a un ampliamento dello stesso avvenuto nel Cinquecento.cite-ref-nota41-42-21[42]cite-ref-nota36-56-5[56] La cappella era intitolata a mwbegMaria "mwbekde puteo", perché sorgeva vicina a un pozzo presso il quale, ad alcune fanciulle del paese, apparve la Vergine Maria (di questo pozzo ne sono state rintracciati i resti durante i lavori di restauro del castello). La chiesa, intitolata all'Immacolata dai Frangipane che la edificarono, conserva tuttavia la denominazione di santa Maria del Pozzo, anche se l'iscrizione posta sulla facciata, aggiunta solo nel 1934, la vorrebbe intitolata all'Assunta.

La chiesa, a una navata con sei cappelle laterali e transetto, conserva la pala cinquecentesca dell'antica chiesa con l'effigie della mwbesMadonna del pozzo e dei protettori del paese, i santi apostoli Filippo e Giacomo, e un Trittico ligneo di scuola Antoniazzesca (mwbewAntoniazzo Romano): d'epoca quindi fra la seconda metà del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Rappresenta il Cristo al centro, con san mwbe0Giovanni Battista e san mwbe4Giovanni apostolo ed evangelista ai lati.cite-ref-notaparrocchia-69-0[69]cite-ref-notaconfrati-70-0[70]

Il santuario del Santissimo Crocifisso

Il mwbfksantuario del Santissimo Crocifisso, già di Santa Maria di Versacarro, venne fondato nel 1637 dal marchese Mario Frangipane per ospitare i padri francescani dopo che i padri Cappuccini si erano trasferiti a Genzano, nel Convento dei Cappuccini. Nel 1645 arrivarono i religiosi e la nuova chiesa venne intitolata alla Madonna di Versacarro. Nel 1669 venne esposto un Crocifisso ligneo, opera di fra Vincenzo da Bassiano. la tradizione vuole che fosse trovato miracolosamente compiuto. Da allora il luogo di culto prese nome di Santuario del Crocifisso. Nel 1675 padre Felice da Napoli dipinse alcune opere alle pareti della chiesa. L'antica icona della Vergine di Versacarro venne rubata nel febbraio 2002 e in seguito ritrovato il 30 marzo 2006 a Messina dalla Polizia.cite-ref-notaparrocchia-69-1[69]cite-ref-notaconfrati-70-1[70]

Architetture civili

Palazzo Ruspoli

Palazzo Ruspoli, edificato nel medioevo dai mwbgkConti di Tuscolo, sovrasta il paese di Nemi. Ristrutturato durante il mwbgoRinascimento, ha una torre cilindrica attorno alla quale si sviluppa il palazzo baronale. Al suo interno conserva antichi frammenti marmorei e decorazioni a tempera del mwbgsXVIII secolo opera del pittore mwbgwLiborio Coccetti, realizzate in vari ambienti, e del mwbg0XIX secolo. Circondato da un giardino pensile è certamente uno dei palazzi più belli del territorio dei mwbg4Castelli Romani. Il palazzo versa attualmente in stato di abbandono, con porte e soffitti puntellati, mostre di camini e pavimenti asportati, e le decorazioni parietali nere e cadenti, in contrasto con le pareti esterne restaurate che darebbero la sensazione di un palazzo in perfette condizioni di conservazione.

L'osteria della Fajola/Casale dei Corsi

Situata sull'attuale strada statale 217 via dei Laghi, antica via corriera tra Roma e Napoli, ai confini fra i territori dei comuni di Nemi, Rocca di Papa e Velletri, ha segnato per oltre cinquecento anni il punto di passaggio dei viaggiatori diretti verso Velletri e il napoletano o verso Roma, prima della riapertura della via Appia alla fine del Settecento. Il luogo, un edificio di non grandi dimensioni, era adibito a stazione di posta con la tipica osteria per i viaggiatori. Vi fu poi posta anche una guarnigione di soldati corsi, ivi stanziati a partire dal mwbhe1658, là collocati a guardia della strada perennemente infestata dal brigantaggio (anche lo scrittore francese mwbhiStendhal trattò dei briganti della Fajola nelle mwbhmChroniques italiennes). Per la guarnigione si costruì un quartiere e persino una chiesa, dedicata a sant'mwbhqAntonio di Padova. I soldati corsi vennero presto sostituiti da altri gendarmi che continuarono a essere là presenti fino al mwbhu1866. Del complesso non rimangono che le mura perimetrali, oggi sottoposte a un incauto e invasivo lavoro di recupero che ha sventrato quanto di più significativo rimaneva, ovvero la grande volta a botte dell'osteria.cite-ref-71[71]

Resti archeologici

Il santuario di Diana Aricina

Il mwbimsantuario di Diana Aricina o Nemorense era collocato su un'area di 45.000 metri quadraticite-ref-notatempiodiana-72-0[72], dal perimetro di 200 metri per 175, sostenuto a valle da costruzioni triangolari e a monte da nicchioni semicircolari in cui probabilmente c'erano statue e un terrazzamento superiore.cite-ref-notatempiodiana-72-1[72] All'interno della piattaforma correvano due portici di ordine dorico, uno con colonne intonacate in rosso, l'altro con colonne di peperino grigio scuro; c'erano statue, ambienti per i sacerdoti, alloggi per i pellegrini, celle donarie, un tempio, bagni idroterapici e perfino un teatro; di tutta questa struttura sono visibili una parete di grandi nicchioni, una parte del pronao con almeno un altare votivo, e alcune colonne.

La maggior parte del tempio, che si allargava su una superficie di oltre 5000 metri quadrati, è tuttora da riportare alla luce. Le parti più alte, come i nicchioni, che affiorano dal suolo per diversi metri la dicono lunga sulla maestosità che il tempio doveva avere. Il tempio, santuario molto frequentato fino alla tarda età imperiale, fu abbandonato con l'avvento del cristianesimo e in parte depredato di marmi e decorazioni; la selva pian piano lo ricoprì quasi completamente. Gli scavi archeologici iniziarono nel mwbi0XVII secolo, a opera soprattutto di amatori e studiosi stranieri, e così per gran parte i reperti, soprattutto statue di splendida fattura, ora si trovano sparsi nei musei d'Europa. Altri pezzi si trovano nel mwbi4museo delle Navi Romane e nei musei romani mwbi8di Villa Giulia e delle mwbjaTerme di Diocleziano.

L'emissario del lago di Nemi

Nella valle del lago c'era anche un'altra costruzione notevolissima: l'emissario artificiale, costruito nel mwbjmV secolo a.C., cioè prima della dominazione romana; un cunicolo lungo 1.635 metri e largo mwbjq80 cm, scavato nella roccia, che congiungeva il lago a mwbjuVallericcia, di là del cratere, col doppio scopo di mantenere costante il livello del lago e di irrigare la valle. Sulle pareti sono ancora visibili i segni lasciati dai rudimentali strumenti degli operai, che lavorarono partendo da un capo e dall'altro, e si incontrarono al centro con un errore di pochissima entità. Ha una camera d'ingresso in mwbjyopera quadrata di peperino e un sistema di chiuse sorprendentemente efficace; da mwbjcVallericcia prosegue a cielo aperto passando per mwbjgCecchina fino a giungere ad Ardea, dove sfocia nel mare. Fu restaurato negli anni venti per coadiuvare lo svuotamento del lago quando si recuperarono le due navi celebrative:cite-ref-73[73] oggi è interamente visitabile.

La villa di Cesare e Caligola

L'esistenza di una villa di mwbj8Gaio Giulio Cesare nel territorio aricino prossimo al tempio di Diana Aricina o Nemorense è attestata da Cicerone e Svetonio:cite-ref-notasvetonio-74-0[74] la villa fu probabilmente edificata tra il mwbkq61 ed il mwbku58 a.C., ma per Svetonio non soddisfece Cesare che la fece radere al suolocite-ref-75[75]. In una seconda fase la villa appartenne a mwbkoCaligola, venne utilizzata dai membri della corte imperiale tra il 60 e l’80 d.C. ed in mwbksetà adrianea. Durante la fase tardo repubblicana e imperiale, al suo interno erano stati previsti diversi impianti idraulici e strutture per l’acqua. Da sud-ovest, una grande esedra-ninfeo era collocata tra i due canali dell’emissario ad un’altitudine maggiore rispetto alla villa. Più oltre, lungo la fronte del lago, la villa si sviluppava su di una lunga linea con nicchie e pilastri, sopra cui correva un canale di raccolta d’acqua. Nel retro della villa era stata costruita anche una cisterna avente un canale di servizio verso gli ambienti della residenza. Si ritiene che essa fosse alimentata da un acquedotto. cite-ref-76[76] Ad ogni modo ulteriori studi hanno confermato che il definitivo abbandono della villa è da collocarsi tra il mwblaIII e il mwbleIV secolo.cite-ref-notasvetonio-74-1[74] Caduta in disuso, fu frequentata in epoca mwblyalto medievale (VI-VII secolo d.C.) per impiantarvi una necropoli e successivamente fu utilizzata come cava di materiali da costruzione.

Aree naturali

Il comune di Nemi è interamente incluso nel perimetro del mwblkParco regionale dei Castelli Romani.cite-ref-nota01-10-1[10]

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-77[77]

Il comune di Nemi è il settantottesimo comune più popoloso della mwbmyprovincia di Roma:cite-ref-autogenerato5-78-0[78] ha una densità abitativa mediamente oscillante sui 230 abitanti per km²cite-ref-nota36-56-6[56] e un numero di mwbm8famiglie che non supera i 600 nuclei familiari.cite-ref-nota36-56-7[56]

Etnie e minoranze straniere

Questi sono i numeri riguardanti la presenza di cittadini stranieri a Nemi nell'anno mwbny2007, divisi per nazionalità:

• mwbnkRomania: 62cite-ref-nota07-79-0[79]
• mwbn8Albania: 58cite-ref-nota07-79-1[79]
• mwbouMarocco: 25cite-ref-nota07-79-2[79]

La popolazione straniera residente nel comune di Nemi ammontava al 1º gennaio mwbos2007 a 140 persone, di cui 81 maschi e 59 femmine:cite-ref-nota07-79-3[79] un anno dopo, il 31 dicembre mwbpa2007 gli stranieri risultavano saliti a 185, di cui 101 maschi e 84 femmine.cite-ref-nota07-79-4[79] Gli iscritti ai registri comunali sono stati 49, di cui 26 per provenienza da altri comuni italiani, 23 per provenienza dall'estero e nessuno per nascita.cite-ref-nota07-79-5[79] I cancellati per trasferimento in altro comune italiano sono stati 3, mentre non ci sono stati cancellamenti per morte o per trasferimento all'estero.cite-ref-nota07-79-6[79] C'è stata un'acquisizione di cittadinanza italiana.cite-ref-nota07-79-7[79] Sul totale della popolazione straniera, i minorenni erano 30, e di questi solo 14 nati in mwbqeItalia.cite-ref-nota07-79-8[79] Le famiglie con almeno un componente straniero sono 89, i nuclei familiari con capo-famiglia straniero 70.cite-ref-nota07-79-9[79]

Lingue e dialetti

Il mwbredialetto locale è il nemorense o nemese, raggruppato tra i mwbridialetti dei Castelli Romani nell'ambito dei mwbrmdialetti italiani mediani: caratteristiche di queste parlate in linea generale sono le terminazioni in "-u"cite-ref-nota08-80-0[80] ("'stu viculu" per "'sto vicolo")cite-ref-nota10-81-0[81] caratteristiche del mwbrwLazio meridionale,cite-ref-nota11-82-0[82] l'mwbseaferesi di alcune vocali a inizio parola ("i", "a")cite-ref-nota08-80-1[80] ("'n po' 'mpiccione" per "un po' impiccione"),cite-ref-nota10-81-1[81] l'mwbsoapocope del mwbssparticipio passato e di altre voci verbalicite-ref-nota08-80-2[80] ("stèa" per "steva") e la presenza del mwbtadittongo condizionato "io" o "eo"cite-ref-nota08-80-3[80] ("senteo" per "sento"),cite-ref-nota10-81-2[81] caratteristico dei dialetti del Lazio centro-meridionale.cite-ref-nota11-82-1[82]

Religione

Nemi è inclusa nel territorio della mwbt8diocesi suburbicaria di Albano, mwbuavicarìa di mwbueAriccia: tutto il comune fa parte di una sola mwbuiparrocchia, quella della mwbumchiesa di Santa Maria del Pozzo, con meno di mwbuq2 000 abitanti.cite-ref-83[83] In questa parrocchia si trovano gli istituti religiosi delle mwbuksuore francescane di Santa Chiara sulla strada provinciale 76/d via Nemorense,cite-ref-nota34-84-0[84] dell'mwbu4Ordine di Santa Maria della Mercede presso il mwbu8santuario del Santissimo Crocifisso,cite-ref-nota34-84-1[84] della mwbvqSocietà del Verbo Divino e delle mwbvuSuore della carità di Nostra Signora della Mercede sulla mwbvyStrada statale 217 Via dei Laghi.cite-ref-nota34-84-2[84]

mwbvw Nella seconda metà del mwbv0Cinquecento mwbv4Ascanio I Colonna chiamò a Nemi i mwbv8frati minori cappuccini, che presero alloggio presso la "chiesa di santa Maria" sul lato settentrionale del mwbwaLago di Nemi, lungo l'antica strada per mwbweGenzano di Romamwbwi :cite-ref-nota35-55-1[55]cite-ref-nota36-56-8[56] era un luogo sfavorevole, soprattutto a causa della mancanza d'acqua, sicché nel mwbws1637 i cappuccini abbandonarono il convento e furono accolti dalla Comunità di Genzano che fondò mwbwwchiesa e convento dei padri Cappuccini, con il contributo del mwbw0cardinale mwbw4Alessandro Cesarini mwbw8feudatario di Genzano.cite-ref-nota35-55-2[55] Per reazione, il marchese di Nemi Mario Frangipane fondò nel mwbxq1645 la chiesa di santa Maria di Versacarro, l'attuale santuario del Crocifisso, affidandolo ai mwbxuminori osservanti:cite-ref-nota36-56-9[56] più tardi, nel mwbxo1669, incominciò la venerazione per il Santissimo Crocifisso di Nemi,cite-ref-nota36-56-10[56] un mwbyacrocifisso mwbyemiracoloso abbastanza noto.

Tradizioni e folclore

• Festa patronale dei santi apostoli Filippo e Giacomo, il primo maggio. Si celebra con una solenne processione nella quale viene trasportato, oltre la reliquia dei santi, lo stendardo dei santi patroni.
• Sagra delle fragole. Le prime notizie sulla sagra documentate negli archivi comunali di Nemi la datano dal mwbys1922.cite-ref-nota04-7-1[7] La fragola, nelle sue due varietà ("di stagione" e "rifiorenti"), è un prodotto caratteristico di Nemi da secoli: le fragole nemorensi furono cantate e rese celebri dalla famosa canzone in mwbzadialetto romanesco mwbzemwbzi'Na gita a li Castelli di mwbzmFranco Silvestri (mwbzq1926), portata al successo da mwbzuEttore Petrolini. Da alcuni anni accanto alla sagra delle fragole si tiene la mwbzyMostra dei Fiori, al termine della quale il fioraio vincitore riceve la Fragola d'Oro, ovvero una fragola ricoperta d'oro tramite mwbzcbagno galvanico.cite-ref-nota04-7-2[7]

Istituzioni, enti e associazioni

Alla metà dell'mwbz4Ottocento esisteva a Nemi un piccolo ospedalecite-ref-nota36-56-11[56] retto dalla confraternita del Santissimo Sacramento. Il comune è incluso nel distretto H2 della ASL RMH:cite-ref-85[85].

Nel comune si trova una casa di cura residenza sanitaria associata riconosciuta dalla ASL RMH, "Villa delle Querce",cite-ref-86[86] sulla mwbbaStrada statale 217 Via dei Laghi, retta dalle mwbbeSuore della Carità di Nostra Signora della Mercede.

Cultura

Istruzione

Biblioteche

Nemi ha un proprio punto prestito di libri,cite-ref-87[87] facente parte del mwbbsSistema bibliotecario dei Castelli Romani.

Scuole

Nemi dispone di due mwbb4scuole dell'infanzia, una pubblica e una privata, di una mwbb8scuola primaria e di una mwbcascuola secondaria di primo grado, queste ultime due entrambe pubbliche:cite-ref-88[88] le scuole pubbliche sono parte integrante dell'Istituto comprensivo Marianna Dionigi Candidi che ha la sua sede centrale in mwbcuLanuvio.

Musei

Il mwbc4mwbc8museo delle Navi Romane è posto sulla riva del mwbdalago di Nemi: costruito negli anni trenta per proteggere i preziosi scafi appena estratti dalle acque, è una costruzione particolare perché offre un rarissimo esempio di struttura concepita appositamente in funzione del contenuto e condizionata da quest'ultimo nelle soluzioni architettoniche: in effetti il museo è un doppio hangar di calcestruzzo delle dimensioni esatte per le due navi, che erano lunghe poco meno di 80 metri. Il progetto fu realizzato gratuitamente dall'architetto mwbdeVittorio Ballio Morpurgo, che lo volle con grandi superfici vetrate e realizzò al di sopra del tetto una terrazza praticabile da cui si gode un panorama inedito del lago, proprio sulla sponda ma in posizione elevata. Il museo fu inaugurato il 21 aprile del mwbdi1940. Dopo il malaugurato incendio delle navi avvenuta nel mwbdm1944 rimase chiuso a lungo.cite-ref-notarogo-36-1[36] È stato in seguito ristrutturato e ospita un tratto dell'antica mwbdgvia Sacra, i modelli in scala 1:5 delle navi realizzati nei cantieri navali di mwbdkCastellammare di Stabia tra il mwbdo1950 ed il mwbds1952cite-ref-89[89] sulla base dei molti disegni tecnici eseguiti dagli ingegneri della Marina all'epoca del recupero, pannelli illustrativi, il materiale scampato all'incendio, reperti del tempio di Diana e, davanti all'entrata, il profilo di una delle navi, recentemente ricostruita dai maestri d'ascia dei cantieri navali di mwbeaTorre del Greco. L'iniziativa è stata voluta da un'associazione di privati, la "mwbeeDianae Lacus", che ha varato il progetto di ricostruire interamente la nave. La ricostruzione sarà eseguita a dimensione reale e navigante fin dove è consentito dai dati scientifici attualmente in possesso dagli studiosi. La nave sarà ancorata nel lago, davanti al museo e sarà oggetto di esperienze scientifiche, di visite guidate, ospiterà spettacoli, mostre e concerti.cite-ref-90[90]

Arte

Nemi è raffigurata in diverse opere d'arte: dalle mwbekacqueforti di Romeyn de Hooge (mwbes1671),cite-ref-nota51-91-0[91] mwbfaAlbert Christoph Dies (mwbfe1792),cite-ref-nota51-91-1[91] mwbfyLuigi Canina (mwbfc1856) ai dipinti di mwbfgJean-Baptiste Camille Corot (mwbfk1855)cite-ref-nota51-91-2[91] e mwbf4William Turner (mwbf81844).cite-ref-nota51-91-3[91]cite-ref-92[92] Una mostra di queste opere è stata organizzata tra il novembre mwbgg2006 e il gennaio mwbgk2007 presso mwbgoPalazzo Chigi ad mwbgsAriccia, con il nome "mwbgwSpeculum Dianae magnificentiae".cite-ref-nota51-91-4[91]

Nel centro storico sono state collocate diverse sculture di Luciano Mastrolorenzi,cite-ref-93[93] tutte collegate alla mwbhcdea Diana e alla storia delle navi romane del lago.cite-ref-nota50-94-0[94]

Cinema

A Nemi è stato girato mwbh4La patente, episodio del film mwbh8mwbiaQuesta è la vita (mwbie1954): l'episodio, con la partecipazione di mwbiiTotò, è girato da mwbimLuigi Zampa per la sceneggiatura di mwbiqVitaliano Brancati traendo ispirazione dall'mwbiuomonima novella di mwbiyLuigi Pirandello.cite-ref-95[95]

A proposito del "mistero" delle navi romane di Nemi il regista Massimo My ha girato un documentario dal titolo mwbiwNemi: il mistero sommerso del lago.cite-ref-96[96]

Cucina

I piatti tipici di Nemi sono le mwbjgfettuccine ai mwbjkfunghi porcini,cite-ref-nota55-97-0[97] mwbj4polenta e mwbj8salsicce,cite-ref-nota55-97-1[97] mwbkqminestra di "gialloni" (mwbkufagioli borlotti) con la mwbkysantoreggia,cite-ref-nota55-97-2[97] mwbksbaccalà "in guazzetto" (ammollito per cinque giorni), la "coratella" (l'mwbkwintestino) dell'mwbk0abbacchio con le mwbk4fave,cite-ref-nota55-97-3[97] la mwblmpizza ripiena.cite-ref-nota55-97-4[97]

Geografia antropica

Urbanistica

Attorno al mwblsIX secolo, con la costruzione del primo nucleo fortificato sull'altura a opera probabilmente dei mwblwConti di Tuscolo,cite-ref-nota15-21-15[21]cite-ref-nota40-40-11[40]cite-ref-nota41-42-22[42] la popolazione di contadini e pescatori che viveva sparsa nella valle del lago trovò più sicuro avvicinarsi al fortilizio tuscolano, e costruì la parte più antica di Nemi, quella che oggi è detta "Pullarella", e che era un poco più estesa del rione oggi esistente: un settore infatti fu demolito all'inizio del mwbmkNovecento per far posto a un giardino, in parte pensile, voluto dal principe Enrico Ruspoli per l'omonimo palazzo. L'antico ingresso del castello era tutt'uno con l'unica porta del paesello, il quale per altro si riduceva proprio al piccolo quartiere della "Pullarella"; esso da tre lati è delimitato da un profondo dirupo a picco, mentre il quarto lato era occupato dal castello, quindi la posizione era per quei tempi pressoché inespugnabile. I mwbmomonaci cistercensi non apportarono sostanziali modifiche all'assetto urbanistico, limitandosi a edificare una cappella di palazzo presso il castello.

Solo verso la metà del mwbmwSeicento Nemi cominciò a prendere l'aspetto attuale, espandendosi verso il monte: si costruirono l'attuale mwbm0chiesa di Santa Maria del Pozzo, nel luogo dell'antica cappella cistercense,cite-ref-nota41-42-23[42]cite-ref-nota36-56-12[56] il rione intorno a essa, e il mwbnysantuario del Santissimo Crocifisso con l'attiguo convento dei mwbncminori osservanti, oggi occupato dai mwbngpadri mercedari. Contemporaneamente si ampliò anche il palazzo (l'imponente "ala Frangipane", che si estende fra la "Braccarìa" e il belvedere Dante Alighieri). Sotto la signorìa dei mwbnkBraschi, a partire dalla fine del mwbnoSettecento, il palazzo fu ulteriormente ampliato con l'intervento dell'architetto mwbnsGiuseppe Valadier con l'ala prospiciente piazza Umberto I, e abbellito con affreschi di mwbnwLiborio Coccetti.cite-ref-nota41-42-24[42]cite-ref-nota36-56-13[56] L'espansione urbanistica non è andata molto oltre nel mwbouNovecento, a parte qualche villino residenziale costruito nella campagna.

Suddivisioni amministrative

Pur non riconoscendo mwbogcircoscrizioni di decentramento comunale, il Comune di Nemi riconosce ufficialmente come agglomerati urbani le località di Valle delle Colombe, Ville di Nemi, Parco dei Lecci, Vigna Grande, Valle Petrucola.cite-ref-98[98]

Economia

Agricoltura

L'economia nemese è basata prevalentemente sul mwbpasettore primario: fin dal mwbpeMedioevo, mwbpiagricoltura nella valle del lago e mwbpmpesca nelle acque del lago stesso sono stati i mezzi di sussistenza del paese. Nel mwbpqLago di Nemi era possibile trovare buone mwbpuanguille, mwbpytinche, mwbpcbarbi, mwbpglattarini:cite-ref-99[99] peraltro la pesca nel lago non era esercitata solo dai nemesi, ma anche da mwbp0genzanesi e mwbp4ricciaroli. La valle circumlacuale invece era rinomata per la produzione di rinomate mwbp8cipolle e mwbqamele:cite-ref-nota56-100-0[100] il resto del territorio, mwbquboscoso, non era adatto alla coltivazione.cite-ref-nota56-100-1[100] Solo dopo il mwbqo1781 il nuovo proprietario del feudo Luigi Braschi pensò di convertire alcune zone boschive in mwbqsuliveto per trarne un vantaggio economico.cite-ref-nota56-100-2[100]

I fianchi del cratere del lago furono coltivati tramite la costruzione di terrazzamenti, tanto che mwbrupapa Pio II durante la sua visita del mwbry1462 sui mwbrcColli Albani ebbe a notare nei "mwbrgCommentarii":

(latino)

«Omnis planities et omnis rupes ad supercilium montis arboribus fructiferis tegitur: partim castaneae tegunt pulcherrimae virentes, partes maiores nuces in ordinem positae [...] cum ferax est annus hinc poma in urbem, quae plebi sufficiunt, efferuntur.»

(italiano)

«Ogni piana e ogni rupe fino al ciglio del monte è coperta di alberi da frutta: in parte di castagni bellissimi e vigorosi, in parte di noci posti in filari [...] quando l’annata è buona, da qui si portano in città frutti da bastare al popolo.»

(Papa Pio II, Commentarii.)

Anche mwbrsLeon Battista Alberti, quando frequentò Nemi per tentare il recupero delle navi romane, così descrive il luogo:

«[...] fruttiferi alberi d’ogni maniera, essendo il paese coltivato che non si ritrova paese tanto dilettevole e fruttifero che lo superi nell’amenità e fertilità.»


Oggi la valle del lago è adibita alla coltivazione delle famose mwbr4fragole all'interno di mwbr8serre.

Industria

Il mwbsisettore secondario non ha attecchito molto a Nemi e nel territorio, a differenza di quanto accaduto nella maggior parte dei vicini centri dell'area dei Castelli romani. L'assenza di uno forte sviluppo industriale, di contro, ha avuto benefici effetti sul turismo, che non è stato penalizzato da forme di degrado ambientale collegate all'industrializzazione. Del resto, proprio l'inglobamento totale del territorio comunale all'interno del perimetro del mwbsmParco regionale dei Castelli Romani nel mwbsq1984cite-ref-nota01-10-2[10] ha determinato questa situazione.

Servizi

Le dimensioni del comune non gli permettono di avere tutti i servizi possibili: come già accennato sopra, le scuole del primo ciclo nemesi sono accorpate all'istituto comprensivo "Marianna Dionigi" di mwbssLanuvio, mentre non esistono scuole del secondo ciclo; l'mwbswospedale, il mwbs0cinema e la pretura più vicini sono a mwbs8Genzano di Roma, la mwbtaferrovia più vicina è a mwbteVelletri o mwbtiAlbano Laziale, lo sportello dell'mwbtmAcea Ato 2, società gestore dell'acqua dal mwbtq2006, è addirittura a mwbtuFrascati.cite-ref-101[101]

Turismo

Il turismo è la principale risorsa economica di Nemi. Il paese è stato luogo di villeggiatura fin dal mwbtwDuecento, quando vi si ritiravano i mwbt0monaci cistercensi dell'mwbt4abbazia delle Tre Fontanecite-ref-nota40-40-12[40] e ha ricevuto il riconoscimento della mwbumbandiera arancione da parte del mwbuqTouring Club Italiano.cite-ref-nota02-9-1[9]

Infrastrutture e trasporti

Strade

In origine la strada principale per arrivare a Nemi scendeva dai mwbuwcappuccini di Genzano e raggiungeva il mwbu0Lago di Nemi ricalcando il tracciato romano (nel primo tratto è ancora visibile il mwbu4basolato) di collegamento con il tempio di Diana.cite-ref-nota42-58-1[58] Un'altra strada, l'attuale strada provinciale 76/d via Nemorense, anch'essa di origine antica, parte dalla mwbvmStrada statale 7 Via Appia all'altezza del bivio per mwbvqLanuvio poco dopo il centro storico di mwbvuGenzano di Roma e, seguendo il crinale meridionale del lago, arriva a Nemi.cite-ref-nota42-58-2[58]

La mwbvsStrada statale 217 Via dei Laghi, fino alla cessione fatta dall'mwbvwANAS alla mwbv0Regione Lazio e da questa alla mwbv4Provincia di Roma nel mwbv82001, era l'unica mwbwastrada statale ad attraversare il territorio e la più importante delle mwbwestrade provinciali nemesi.

Mobilità urbana

I trasporti urbani di Nemi vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da Schiaffini Travel.cite-ref-102[102] Il comune, è servito da alcune corse interurbane della società mwbwgCOTRAL per mwbwkVelletri.cite-ref-103[103]

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Vairo Canterani | Alleanza dei Progressisti | Sindaco | |
| 13 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Alessandro Biaggi | lista civica ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Alessandro Biaggi | lista civica ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 7 giugno 2009 | 23 giugno 2011 | Cinzia Cocchi | lista civica ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 23 giugno 2011 | 7 maggio 2012 | Fabio Maurano | | Commissario straordinario | |
| 7 maggio 2012 | 12 giugno 2017 | Alberto Bertucci | lista civica Uniti per Nemi | Sindaco | |
| 12 giugno 2017 | 12 giugno 2022 | Alberto Bertucci | lista civica Uniti per Nemi | Sindaco | |
| 12 giugno 2022 | "in carica" | Alberto Bertucci | lista civica Uniti per Nemi | Sindaco | |

Gemellaggi

Ceyrat, dal 1993cite-ref-104[104]
• Intepé, dal 2004cite-ref-105[105]

Sport

La principale società mwbyqcalcistica del comune era l'Associazione Sportiva Diana Nemi, fondata nel mwbyu1956 sotto il nome di Radiosa. Disputava le sue partite interne allo stadio comunale Luciano Iorio. Nel mwbyy2012 la Diana Nemi si fonde con la società Canarini Rocca Di Papa dando vita all'A.S.D. Rocca di Papa Nemicite-ref-106[106].

La principale società di mwbywcalcio a 5 nemese era il Real Nemi, che ha disputato il suo ultimo campionato nel mwby02009/mwby42010 in serie D regionale per poi dichiarare la cessazione dell'attività.

Nipoti di Caligola, è un'associazione sportiva senza scopo di lucrocite-ref-107[107] che si occupa di mwbzqcanoa/kayak, e gestisce il centro sportivo mwbzuCONI in riva al mwbzyLago di Nemi.

Impianti sportivi

• Stadio Comunale Luciano Ioriocite-ref-108[108]

Note

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Bibliografia

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunedinemi.rm.gov.it.
• citerefsapere-itNèmi, su sapere.it, De Agostini.
• mwc7sFoto del Paese di Nemi, su prontocastelli.it.
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